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Come curare l’artrosi alla spalla

  • gaetanoricignolo
  • 5 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Trattandosi di una malattia degenerativa e cronica, l’artrosi della spalla, come tutte le altre forme di artrosi, non può essere curata in modo risolutivo ma soltanto tenuta sotto controllo, cercando di alleviarne i sintomi.

Gli approcci possibili sono due: conservativo e chirurgico.

il trattamento più adeguato viene stabilito dallo specialista dopo un’accurata valutazione della situazione clinica e con l’aiuto di accertamenti diagnostici specifici (RX-TC-RM) ma anche prendendo in considerazione una serie di fattori quali l’età, le richieste funzionali, lo stile di vita e le condizioni generali.


Il trattamento conservativo


In una prima fase il trattamento è sicuramente conservativo cioè non chirurgico, e prevede una serie di procedure che hanno l’obiettivo di attenuare i sintomi e migliorare la funzionalità.

L’uso di farmaci antinfiammatori è talvolta utile ma non può essere la soluzione definitiva dal momento che questi farmaci hanno tutti effetti collaterali a lungo termine.

Molto spesso il beneficio maggiore nelle forme non troppo gravi è rappresentato dall’associazione di infiltrazioni articolari (cortisone e/o acido ialuronico e/o PRP) ecoguidate e cicli di fisioterapia, con esercizi mirati a riequilibrare i pattern neuro-motori, recuperare la posizione centrica della testa dell’omero, rinforzare la muscolatura, mantenere, e possibilmente a migliorare, l’articolarità.


Nello specifico rappresentano una cura estremamente efficace sicura la terapia infiltrativa di precisione, cioè ecoguidata (Eco Interventistica).

Questa metodica consente di eseguire oltre alla infiltrazione mirata e selettiva della spalla con anestetico locale, cortisone e con acido ialuronico e/o PRP, dei veri e propri trattamenti non chirurgici quale  l’abbondante “lavaggio” con soluzione fisiologica e conseguente debridement (sbrigliamento) dei folglietti della borsa sub-acronimo-deltoidea.

Questo passaggio assieme all’azione anti-infiammatoria locale e alla viscosupplementazione con acido ialuronico risulta molto efficace per il rapido recupero di molti gradi di movimento articolare e per la  notevole riduzione del sintomo dolore, sia diurno, al movimento, che notturno.


Per quanto concerne la fisioterapia la ricerca clinica delle disfunzioni residue post-trattamento conservativo e l’addestramento agli specifici esercizi di correzione, secondo i principi della scuola di Schirley Sahrmann risultano particolarmente efficaci e di grande aiuto.

Anche gli esercizi in acqua (idrochinesiterapia) possono essere di ausilio nel mantenimento dell’equilibrio articolare.

Il nostro gruppo inoltre lavora spesso associando alla terapia infiltrativa ecoguidata e alla fisioterapia, le nanobiotecnologie cioè i dispositivi medici certificati CE  riconosciuti dal Ministero della Salute(TaoPatch) che, previa approfondita valutazione neuroposturale, vengono semplicemente applicati a pelle, nei punti nevralgici individuati in sede di visita.


 
 
 

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